A "lezione” con le formiche

Informazioni per la didattica.

A "lezione” con le formiche

Messaggioda GianniBert » 17/05/2012, 17:16

Scrivo questo articolo su vecchio invito del nostro Zambon, e nel farlo spero di essere utile a tutti quelli esercitano la professione di insegnanti, o che si vorrebbero cimentare nell'opera didattica di "spiegare” la vita delle formiche ai bambini delle scuole primarie o agli studenti di classi superiori.
Altri mi hanno già chiesto consigli in proposito, e so che la cosa sta prendendo piede qua e là, dove insegnanti particolarmente sensibili aprono ai ragazzi le finestre della classe, e non solo i libri...

Per me la cosa è nata casualmente.
Una collega di mia sorella, assistente scolastica, lamentava la difficoltà di rintracciare per gli alunni delle formiche da far vedere (in pieno inverno), che si è risolta con il pittoresco "ma mio fratello le alleva”... e da qui è nato tutto.

La prima esperienza è stata durissima: dovevo far vedere le formiche a 2 classi di circa 25 bambini, ma la voce si è sparsa e così ho dovuto fare spazio a 140 bimbi incuriositi, con le classi che si mettevano in fila...
Una mattina da incubo, ma anche di grande soddisfazione.
Confortato da questo successo, mi sono reso conto, se già non lo sapevo, che i più giovani sono anche i più ricettivi nei confronti del mondo della natura, per non parlare dell'argomento formiche e formicai.
D'altra parte è inutile che lo spieghi qui; ci siamo passati tutti in un modo o nell'altro!

Dalle prime lezioni disorganizzate è stato comunque chiaro che dovevo pianificare seriamente, per quanto potessi già essere padrone della materia (nei confronti di ragazzini); improvvisare e parlare a braccio può andare bene con classi elementari, mentre confrontarsi con gli studenti delle medie richiede già un programma preciso e la possibilità di mostrare alla classe qualcosa di più che dei semplici puntini neri che si muovono dentro un barattolo.
Per mia fortuna possiedo alcune colonie di un certo impatto visivo...
Intendiamoci, a un pubblico di 4-5 ragazzini, puoi far vedere anche un piccolo formicaio di 15-20 cm; hanno la possibilità di vedere da vicino e sono coinvolti in prima persona; ma quando dovete tenere sotto controllo una classe di 20-25 ragazzi, ai quali prometterete PIU' TARDI, di poter vedere da vicino la formica regina, l'attenzione deve poter essere mantenuta per almeno un'ora canonica.

La capacità oratoria (almeno non impappinarsi e tentennare) è importante, ma saper mantenere l'attenzione dipende anche dal riuscire a concatenare gli argomenti uno dopo l'altro senza perdere il filo logico; una cosa che aiuta è il semplice fatto che è difficile che qualcuno abbia mai visto prima un formicaio all'interno!

Io procedo di solito scoprendo il mio formicaio da sotto un telo (suspance), in modo che entrando in classe non lo vedano subito; poi seguo una scaletta "standard” che va dall'importanza ecologica degli imenotteri ai numeri da record (quante specie, quante sono sulla terra, impatto ambientale...), tutto questo non va presentato in stile "Wild”, anzi, va smontato quel modello, ma rivelare particolari ignoti e d'effetto non è mai negativo: risveglia la curiosità e la voglia di far domande, di veder confermate le cose che i ragazzi già credono di sapere.
Aiutarsi disegnando qualcosa alla lavagna è una marcia in più, si tratti anche solo dell'anatomia di una formica; cattura sempre l'attenzione. Se non si è capaci di farlo in diretta, è utile preparare prima cartelloni da appendere; si guadagna tempo ma si attira un po' meno il loro interesse...

Lavoro a scuola.jpg


Passando dall'origine delle formiche, la riproduzione della colonia, le caratteristiche vincenti delle varie specie, racconto le mie esperienze personali nello studio delle varie situazioni, l'origine dei diversi tipi di formicaio, le analogie con le società umane, la competizione e la simbiosi con gli altri animali e con le altre specie di formiche, poi orientamento, comunicazione... Ovviamente più particolari, aneddoti, curiosità si conoscono, più si può attingere al bagaglio per trasmettere nozioni e interesse.
Materiale ce n'è. Basta metterlo in fila con una certa logica.
Rispondere alle domande tutte in una volta, o durante l'esposizione, cambia poco l'essenza. Può essere utile farlo "durante”, per introdurre elementi che non si erano considerati, o riallacciarsi a discorsi già fatti. Dipende molto da quanto sono svegli i ragazzi.

Questo presuppone che bisogna sempre essere capaci di gestire lo scorrere della lezione, essere pronti a cambiare la scaletta prevista per poi riportarla sulla via desiderata. Spesso i ragazzi fanno domande niente affatto banali, ma se vengono fatte nel momento per noi sbagliato non dobbiamo perdere l'occasione per aggiungervi particolari...

Lezione scuola 1.jpg


Nel caso in cui si debba fare una presentazione a classi minori, invece, sarà bene ricordare sempre quali sono i limiti di comprensione di bambini anche molto piccoli; meglio usare toni discorsivi, raccontare i segreti del formicaio come una storia e non come una esplorazione scientifica.
Lo stile "leggero” della lezione comunque non fa male neanche nelle classi superiori. E' inutile snocciolare dati o elencare specie interessantissime senza aggiungervi il sale della sorpresa, la possibilità di romanzare un po' e rendere il tutto più una bella chiacchierata piuttosto che una lezione barbosa. E' un consiglio che mi sento di sottolineare particolarmente!

Ultima cosa: tenetevi sempre un 10-15 minuti finali per poter far sfilare i ragazzi davanti al formicaio da vicino. Meglio in gruppi di non più di 3; vedere da vicino è quello che vogliono. A questo proposito è sempre bene essere forniti di lenti di ingrandimento, una pila potente o una lampada da tavolo per illuminare bene i vari settori. E' praticamente impossibile che qualcuno non urti la cattedra, o il tavolo d'appoggio, e lo stress per la colonia è inevitabile. Di solito però, quando le vibrazioni sono continue, le formiche imparano che non c'è pericolo e si tranquillizzano per abitudine. Le scosse cominciano già in fase di trasporto, per cui io preferisco liquidare tutte le classi che devo fare in un giorno solo, due al massimo, per evitare il tran-tran del delicato spostamento.
E' il prezzo da pagare se si vuole fare un servizio di questo tipo, quindi, meglio usare formiche non stressabili, o colonie mature che assorbano meglio il disturbo.

Con gli insegnanti è importante trasmettere questo semplice concetto: se i ragazzi imparano oggi a rispettare una formica, saranno sulla strada giusta domani per imparare a rispettare anche le cose più grandi della vita.
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Re: A "lezione” con le formiche

Messaggioda Devid » 17/05/2012, 17:24

:clap: :clap: :clap: :clap: :clap:

magari potessi venire qui in sardegna da noi! io, julius e mr.vego siamo nella stessa classe e tutti e tre desiderosissimi di vedere come spiegheresti... e soprattutto il mega formicaio di Messor capitatus!!! ne aprofitteremmo anche per portare i nostri...
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Re: A "lezione” con le formiche

Messaggioda GianniBert » 17/05/2012, 17:31

Eh, eh! Mi piacerebbe sì, poter girare l'Italia a questo scopo... per ora è già abbastanza impegnativo farlo a Milano! Anche se non dubito che sulla vostra bellissima isola avrei una accoglienza meravigliosa!
Questo non è il mio lavoro!!!
Magari!
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Re: A "lezione” con le formiche

Messaggioda Lasius » 17/05/2012, 17:32

Allora non sono l'unico pazzo che gira per le scuole a fare lezioni sulle formiche!
La religione senza la scienza è vuota, la scienza senza la religione è cieca. (Einstein)
Intanto accontentiamoci di entrambe...

_________________

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Re: A "lezione” con le formiche

Messaggioda Formandrea » 17/05/2012, 19:13

AAA vieni nella mia scuola perfavore :P :P !!!! Sono a sesto ma è lo stesso ;)

Così da insegnare a quegli ignoranti dei mie compagni quanto è bello il mondo delle formiche, con me non riescono a capire :-? :-?
Aforismi:

Spoiler: mostra
“Io penso che tutti dovrebbero studiare le formiche. Esse hanno una sorprendente filosofia in quattro punti. Non arrenderti mai, guarda avanti, sii positivo e fai tutto quello che puoi.”

"Le formiche sono così simili agli esseri umani da creare imbarazzo. Esse coltivano funghi, allevano afidi come mandrie, lanciano eserciti in guerra, usano spray chimici per spaventare e confondere i nemici, catturano schiavi, sfruttano il lavoro minorile, scambiano incessantemente informazioni. Esse fanno tutto meno che guardare la televisione.”
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Re: A "lezione” con le formiche

Messaggioda Dorylus » 17/05/2012, 22:07

Davvero complimenti Gianni !!!!
In allevamento : Camponotus ligniperda, C. cruentatus, C. nylanderi, Formica cunicularia, F. fusca,F. lemani, Polyergus rufescens, Lasius platythorax, Lasius paralienus, Tetramorium caespitum, Temnothorax alienus, T. exilis, T. recedens, Pheidole pallidula
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Re: A "lezione” con le formiche

Messaggioda Cloud » 17/05/2012, 22:24

Davvero complimenti io non sarei capace di far capire a ragazzi e bambini il fascino e l' importanza di questi piccoli animaletti che ogni giorno abbiamo sotto le scarpe... soprattutto complimenti perché farle vedere come esperimenti scientifici è molto difficile.
Fondazione
1 regine da far identificare con covata
Colonie
Camponotus vagus con covata e 50 operaie
Lasius niger circa sessanta operaie e grossa covata
C.scutellaris regina e più di 10 operaie x 2
P. pallidula 20 operaie e circa 50 tra larve e pupe
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Re: A "lezione” con le formiche

Messaggioda zambon » 18/05/2012, 22:07

Lasius ha scritto:Allora non sono l'unico pazzo che gira per le scuole a fare lezioni sulle formiche!

No tranquillo, non sei l'unico! :wacko:
Grazie Gianni, sarà di sicuro utile. :clap:
Mi sento di dare un consiglio, se ve lo chiedono non fatevi scappare l'occasione, molto gratificante, ve lo posso garantire.
:smile:
Lasius paralienus - Lasius emarginatus
Tetramorium sp. - Aphaenogaster sp.
Crematogaster scutellaris - Solenopsis fugax - Camponotus ligniperda
Camponotus fallax - Dolichoderus quadripunctatus
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