Dorylus ha scritto:E chissà quanti di noi possiedono una colonia di Tetramorium classificata come caespitum ma che in realtà sarà qualche altra specie, io stesso posseggo ho in affidamento una colonia di Tetramorium davvero molto piccole e chissà cosa saranno !!!
Non so se avete letto
la pubblicazione che avevo citato prima a Luca.B, parlando delle considerazione su
T. semilaeve e
T. meridionale che si dice tendano ad essere un po' più piccole e chiare (sottolineo
tendere,
perché leggendo da altre parti si capisce che c'è molta variabilità intraspecifica e intracoloniale).
Là ci sono le descrizioni di praticamente tutte le Tetramorium (e loro parassite:
Strongylognathus e stranissime quanto rare
Anergates 
)
note per l'Italia. A leggere traspare che è già una fortuna per chi sta al nord,

il fatto che ci siano molti meno endemismi o specie ancora da scoprire, rispetto al sud e soprattutto alle due isole.
GianniBert ha scritto:In ogni caso, dalle mie osservazioni finora, non si segnalano particolari differenze di comportamento rispetto alle classiche T. caespitum, e avendo una sola regina, non ho modo di effettuare altre osservazioni significative...
Almeno sotto l'aspetto dell'allevamento siamo facilitati e l'identificazione specifica è solo una curiosità e frivolezza

in più. Certo ci possono essere alcune grosse differenze perché
caespitum/impurum sono date per
monoginiche obbligate, mentre quelle che abbiamo citato qui sono
poliginiche, però, per il resto cambiano solo di poco le dimensioni/colore di reali/operaie e gli habitat e la distribuzione (esempio sempre in quel documento, affermano
caespitum più di pianura,
impurum più di montagna,
peccato solo per l'incertezza nel distinguerle con sicurezza 
e discorsi simili ma variabili a seconda della zona e per altre specie che le soppiantano al sud/isole). Penso che si potrebbero considerare le schede per genere, dato che quello che varrebbe per la specie rappresentativa, credo valga all'80% per il genere (almeno per generi non troppo differenziati come questo). A proposito quando è che aggiungete in quella scheda la claustralità che manca ancora, o si aspetta l'ammodernamento della gestione?
winny88 ha scritto:Grazie mille Gianni!

Volevo chiederti una cosa... Quando ci verrà dato il permesso di pubblicare sul forum la nuova lista, sicuramente troveremo specie nuove e specie cancellate rispetto alla vecchia. Personalmente allora mi farebbe molto piacere avere eventualmente informazioni sulle motivazioni
A sostegno di quello che dice giustamente
GianniBert, spero risponda in parte, la seguente citazione di quello che è il frontespizio della lista presente pure da noi (che sicuramente come hai già accennato è sempre soggetta a revisioni), che si trova spesso segnalata in altre pubblicazioni; è un parere molto più autorevole di qualsiasi mia possibile ipotesi:
HYMENOPTERA FORMICIDAE
Bruno Poldi, Maurizio Mei e Fabrizio Rigato
La fauna italiana di Formicidae è una delle più ricche, ma anche delle meno conosciute d'Europa. Solo quella dell'Italia settentrionale, che mostra profonde affinità con le faune dei paesi dell'Europa centrale, appare oggi sufficientemente nota. L'Italia centro-meridionale, che presenta analogie faunistiche con i Balcani ed il Bacino Mediterraneo in generale, rimane relativamente poco esplorata. Notevoli sorprese ci sono riservate dai monti della Sicilia. È pensabile che la presente checklist, in cui sono elencate 226 specie, arrivi a comprendere circa un 80-85 % dei taxa realmente esistenti sul nostro territorio. In linea di massima è ancora abbastanza agevole determinare le varie forme, usando con molta attenzione le chiavi di Emery (1916), quelle di Müller (1923) ed il catalogo di Baroni Urbani (1971).
Per quanto riguarda il presente elenco, si specifica che gli autori hanno inserito dati di più recente acquisizione ed anche inediti.
Nella considerazione che in questa seconda metà del secolo sono state prospettate varie sinonimie di generi e sottogeneri - oltreché di specie - che lavori successivi non hanno poi sempre confermato, si è ritenuto prudente l'attenersi ad una interpretazione conservativa dei vari taxa, riferendo nelle note sui più vistosi - in questa sede ineliminabili - casi di perplessità.