Allora, riassumo a grandi linee i concetti più interessanti venuti fuori dalla relazione del Prof. Grasso.
Anzitutto è stato spiegato il concetto di "colonia" come appunto super organismo...dove cioè abbiamo differenziazioni a livello strutturale (operaie di diverse dimensioni e forme) e funzionale (operaie con mansioni diverse e, spesso, anche adattamenti diversi legati allo svolgimento di tali mansioni).
Al riguardo è stato presentato l'esempio delle Atta, con la loro enorme diversificazione in caste e specializzazioni lavorative.
Il differenziamento del lavoro di un'operaia (polietismo) può essere quindi di due tipi:
1) Polietismo morfologico (legato a strutture anatomiche specializzate);
2) Polietismo legato all'età (con l'età l'operaia svolgerà funzioni diverse);
Quindi ogni operaia svolge, nel corso della sua vita, mansioni diverse in funzione della sua età.
La colonia è un sistema altamente "flessibile" ed è tale flessibilità che consente anche la creazione di modelli comportamentali unici e complessi.
Un'operaia solitaria svolgerà uno dopo l'altro ogni lavoro che deve eseguire (qui indicati con i numeri 1, 2, 3):
Due operaie tenderanno a mantenere una rigidità nell'ordine con cui eseguiranno le operazioni:
Una colonia, invece, mostrerà una maggiore flessibilità del sistema:
Si è quindi parlato della variabilità ... .gif[/img][/spoiler]
Gli incontri sono quindi un elemento essenziale di comunicazione della colonia, non solo per capire chi è amico e chi non lo è...ma anche per l'organizzazione del lavoro, che si fonda proprio sul numero di incontri fatti.
Un altro esempio importante di vita coloniale è la morte...cioè il fatto che le operaie malate gravemente, vecchie e moribonde tendono ad allontanarsi dal formicaio per morire in solitaria...questo sopratutto per proteggere la colonia stessa che è appunto la cosa più importante e per la quale vale ogni sacrificio.
Questi, in linea di massima, gli argomenti trattati.
