Mmmm...Sergio, mostri qualche carenza a livello di storia del mondo scientifico. Quasi tutte le più grandi basi oggi seguite (dalla rotondità della terra alla teoria sull'origine della vita ecc...) sono il frutto di decenni di lotte di pochissimi scienziati contro non solo fanatici religiosi...ma anche altri stessi scienziati che rifiutavano a priori nuove possibilità. Per quelle teorie sono morti scienziati...sonos tati perseguitati...torturati per farli desistere. Non mi dilungo oltre...basta fare un pò di ricerca sulla storia della scienza e della metodologia scientifica.Sergio ha scritto:Tutte le maggiori scoperte sono state fatte da persone che le hanno supportate con prove. Che molte di queste persone siano state etichettate come pazze, visionarie o eccentriche è una semplice leggenda. Magari alcune sì, ma la verità è che le rivoluzioni veramente grandi sono state accettate subito da una vasta fetta della comunità scientifica.Ricordiamo, effettivamente, che tutte le maggiori scoperte sono state fatte da persone etichettate come pazze, visionarie ed eccentriche (e credo che la "genialità" vada un pò di pari passo con la pazzia).
Infatti è un sistema che non smetterò mai di dire che è limitatante per la scienza stessa. La scienza, il più delle volte, prima nega...quindi lotta per decenni per sostenere il contrario per poi accettare di approfondire con lo scopo di dimostrare una volta per tutte di avere ragione...e spesso, invece, è li che è obbligata ad accettare la realtà "diversa"...mentre spenderebbe meno tempo e forze a fare sperimentazioni da subito prima di dire "no".Sergio ha scritto:No Luca, nella scienza funziona esattamente il contrario che nel sistema giuridico. Tutti sono considerati colpevoli all'inizio, e se uno vuole dimostrare di essere innocente deve portare le prove della sua innocenza. Se non ci riesce, non verrà mai assolto. Se pretende di esserci riuscito, merita tutto il nostro disprezzo.Personalmente credo che così come tutti siamo innocenti fino a a che non si dimostra la nostra colpevolezza...allo stesso modo la scienzsa ufficiale , sebbene possa mostrare il suo scietticismo, non può bocciare una teoria fino a che non sia stata provata la sua inesattezza senza ombra di dubbio...altrimenti rischia di fare figuracce come spesso è accaduto in passato e a volte accade ancora.
E' anche vero che, oggigiorno, il mondo scientifico è pigro...ed è più comodo e rapido dire di "no" che non mettersi a tavolino ed ingegnarsi su come migliorare i propri mezzi di indagine per confutare o smentire certe teorie in apparenza assurde. E' questa la vera cosa che uccide la scienza...la pigrizia! Sia mentale che fisica.
Ma oggettivamente ancora nulla di provato al 100%...da nessuna delle due parti.
Aspetta...tra le materie del secondo anno all'università (in biologia) ho seguito botanica, e in quel corso ci hanno anche illustrato le fondamenta di una branca che è la fitoterapia (ufficialmente non solo accettata...ma anche ormai seguita e regolamentata dalla scienza ufficiale).Non c'è mai un dibattito fra la medicina ufficiale e la medicina alternativa. La medicina alternativa lotta per entrare nella medicina ufficiale. Se riesce, ciò è ottimo per la medicina ufficiale! Vedi Luca, qui non ci sono due teorie contrapposte: c'è solo una teoria che pretende di essere vera e facendo questo dovrebbe portare qualche prova a suo favore...
Per secoli la fitoterapia è stata considerata dalla scienza ufficiale al pari della "magia". Denigrata, derisa e accantonata con l'etichetta di "folclore" o "superstizione"...e dopo secoli di "no" da parte della scienza ufficiale ecco che oggi la medicina stessa dice "si" (con certi limiti e in certe modalità risultato di sperimentazioni degli ultimi 20 anni). Questo perchè solo negli ultimi 50 anni la scienza ha avuto modo di dimostrare la reale o no esistenza di queste proprietà delle piante (da cui, per assurdo, la medicina stessa è nata)...ma per 30 anni non si è voluta scomodare a fare il suo lavoro.
Continuo a dire che il problema è l'ostinata facilità con cui gli scienziati ufficiali dicono sempre "no" alle nuove teorie. Sembra sempre che tutto è impossibile e tutto è falso.
Sergio, sinceramente nelle tue argomentazioni non vedo l'obliettività scientifica (anche nel negare)...ma solo una sorta di "astio" verso quelle che oggigiorno sono chimate linee di pensiero alternative.
Io non credo agli oroscopi...però credo (perchè all'università mi hanno fornito le prove) che la luna (che è un astro) influenza maree, deposizioni di animali (esempio coralli), cicli di fertilità ecc...questo perchè influisce sugli equilibri magnetici del pianeta (altra cosa provata). Allo stesso modo nuvole di radiazioni solari ciclicamente investono il pianeta, influenzandone equilibri e, con essi, la vita stessa degli abitanti.
Anche la psicologia (altra scienza un tempo annoverata nel mondo "parascientifico") sta studiando l'influenza della luna e del sole sulla salute psicofisica delle persone...e sembra avere anche riscontri (ma ci vorranno altri anni di sperimentazioni per avere dati certi)...così come le stagioni è dimostrato che influenzano l'umore e l'insorgenza di problemi e patologie mentali (spesso congenite).
Su Giove cosa possiamo dire? Ancora nulla di ufficiale...solo che si e no abbiamo iniziato a mandare qualche sonda per capire il suo magnetismo e la sua influenza sul nostro pianeta...è ancora presto per parlare di influenza sulla vita del nostro pianeta (ma non per questo è sbagliato, intanto, avanzare ipotesi che la scienza con il tempo confuterà o smentirà).
Come dicevo dopo 8 anni di università ho compreso che la scienza fa molti errori ancora...il più grande, a mio avviso, è essere troppo "lenta" a mettere in moto la metodologia scientifica per dare risposte. Prima nega e quando proprio è messa alle strette (perchè i sostenitori della nuova teoria sono troppi e fanno troppo chiasso) allora vedi che mette in moto i suoi ingranaggi...e, spesso (e non dico in questo singolo caso ma in generale), improvvisamente cambia idea e scopre di aver sbagliato e che quel "no" era un "si" o, ancora più spesso, un "ni" (una verità intermedia).


