Alle soglie dell'autunno 2011, voglio tirare le somme sulla tenuta della mia colonia di
vagus.
Gli altri allevatori paralleli si confrontino con le mie considerazioni, anche per trovare conferme o smentite delle proprie impressioni, quelli che si vorrebbero impegnare assumendosi la responsabilità di gestire questo tipo di formiche ci pensino bene, perché agli stimoli e alle soddisfazioni, si associano responsabilità e problemi che alla lunga possono dimostrarsi impegnativi.
Inutile dire che tutti noi che abbiamo iniziato a studiare e ad allevare
Camponotus, siamo soddisfatti e stupidi dalla velocità di crescita, sia in dimensioni che in numero, di questa formica che esce dagli schemi classici a cui siamo abituati.
Le pur bellissime
ligniperda ed herculeanus hanno richiesto a tutti coloro che si sono cimentati con queste specie, anni difficili e stentati. Un'altra dimostrazione che formiche pur robuste e all'apparenza di semplice gestione, richiedono cure e condizioni particolari per avere un buon successo.
Noi non siamo qui (spero) a far la gara o a misurarci a chi ottiene le colonie più grasse e prosperose, anche perché poi non macelliamo o vendiamo a peso le nostre formiche, ma non posso nascondere l'impazienza anche personale quando ho spiato le mie belle regine produrre stentatamente poche operaie striminzite in mesi di osservazione.
Personalmente il piacere di osservare, studiare, scoprire i piccoli segreti di ogni specie, passa anche attraverso la soddisfazione di vedere queste famiglie laboriose prosperare e agire come in natura. Non voglio dire che non si debbano allevare
ligniperda o herculeanus, solo che quando leggo da qualche parte "adatta ai principianti” e "nessuna difficoltà”, mi viene un po' da ridere; la pazienza stessa è già un ostacolo insormontabile per molti giovani che si cimentano per la prima volta con il mondo delle formiche, e iniziare con quelle che hanno i tempi di crescita più lenti fra le nostre autoctone senza dire niente in proposito, non mi sembra un consiglio corretto.
Invece queste rustiche e scattanti formiche mediterranee sono davvero una gradita sorpresa: perché questi sono i fatti: da zero a 50-100 operaie da aprile a settembre (come certe colonie di Lasius), e non è difficile raggiungere il migliaio nella seconda stagione; inoltre non si può ignorare la stazza e gli ingombri che rendono necessari accorgimenti particolari per gestire le
Camponotus vagus.
Un riassunto: le formiche sono aggressive, veloci, non particolarmente organizzate nella cooperazione, preferendo cacciare solitarie. Altro discorso vale per la velocità di allarme e reclutamento. Anche le prede spesso non vengono smembrate o trasportate nel nido come fa il genere
Formica, ma divorate sul posto. Il nido, inizialmente barricato, poi è ben protetto da operaie anziane molto irritabili e reattive.
Insomma una specie che risponde a molti requisiti di interesse, anche per chi ha già provato anche formiche particolarmente attive, data anche che, come dice il proverbio, "anche l'occhio vuole la sua parte”.
A questo punto però sorge la necessità di diversificare una dieta che una colonia di 1000 individui grossi e famelici richiede; vero che ce la caviamo allevando camole e grilli, e che con zucchero, miele e altri derivati possiamo soddisfare il fabbisogno giornaliero di una simile popolazione, ma va considerato almeno un cucchiaio di miele al giorno, e anche grilli e camole non so se risolvono il fabbisogno proteico completo di una colonia, per quanto ben nutriti.
La ferocia con cui le mie esploratrici assalgono mosche e bruchi, fa pensare che sia per lo meno auspicabile variare la dieta abitudinaria della colonia almeno una volta alla settimana.
Alla prossima primavera si presenterà il conto: la colonia va di nuovo trasferita in un nido più grande, che possa far fronte a una popolazione che minaccia di impennarsi verso le 2000-4000 operaie. E dove le metti?
Quanti insetti, miele, e quanti altri problemi porterà una simile colonia ormai in fase effettivamente adulta? Queste formiche hanno dimostrato una prolificità e adattabilità in cattività pari a quella di formiche ben più piccole e con ben altro metabolismo, come
Tetramorium o Pheidole...
Mi domando a questo punto quanto possiamo raccomandarle a un principiante come "formiche facili”.
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