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Gianni, sei un provocatore! Comunque ottimo spunto per approfondire le conoscenze, anzi... Imparare qualcosa e rimediare pian piano all'indecente ignoranza in cui ogni giorno mi rendo sempre più conto versiamo, e il bello è che crediamo di sapere!
Sopra c'è il link ad un articolo. Nell'introduzione la cosa è spiegata decentemente. Mi permetto di riportare i punti salienti tradotti e commentare in quanto credo di essere, dati i miei studi, modestamente preparato in biologia molecolare e cellulare, genetica ed embriologia.
Abbiamo sempre detto che la determinazione del sesso nelle formiche è basata sull'aplodiploidia. Significa che i maschi sono aploidi (hanno una singola copia, materna, per ogni cromosoma) e le femmine diploidi (con 2 copie per ogni cromosoma, una materna ed una paterna, per cui in tal caso occorre fecondazione dello spermatozoo, salvo i casi di partenogenesi telitoca). Nel caso dei mammiferi in cui la determinazione del sesso dipende da una sola coppia di cromosomi e in cui basta la mutazione di singoli geni (si veda l'iperplasia surrenalica congenita) sembrerebbe che i casi di androginismo (sinonimo in effetti di ginandromorfismo, entrambi etimologicamente significano "metà uomo e metà donna") siano ragionevoli; mentre in casi in cui la determinazione del sesso sia così enormemente definita come nelle formiche si potrebbe pensare che non sia lontanamente possibile la presenza di "sessi intermedi".
L'articolo innanzitutto riporta vari casi di aberrazioni sessuali/ di casta che differiscono per i fenotipi e le varianti genetiche (con nomi diversi, leggere articolo). Sono possibili forme intermedie tra maschi e regine, maschi e operaie, maschi e operaie specificatamente soldati e addirittura tra maschi, operaie e regine.
Si parla abbastanza esaustivamente del ginandromorfismo tra le formiche. Sono innanzitutto tutte teorie:
-2 cellule uovo che si fondono (la fusione cellulare è comune in biologia) e in tal caso la cellula sarà un sincizio, cioè con più nuclei (in questo caso 2). Il ginandromorfismo occorrerebbe quando un nucleo è diploide ed uno aploide, per cui i due nuclei esprimerebbero geni che porterebbero indipendentemente a particolari morfologici l'uno da regina (o operaia), l'altro da maschio. La produzione di un uovo con tali caratteristiche dovrebbe essere quindi frutto di una madre in grado di fornire spermatozoi (quindi nuclei diploidi), quindi di una regina, ma l'articolo afferma che uno dei due nuclei potrebbe diventare diploide anche in seguito alla partenogenesi di cui sopra. In tal caso potrebbe essere prodotto di concepimento anche di un'operaia (qui ci riallacciamo alle capacità o meno di telitochia di
Camponotus vagus).
-Una cellula uovo farebbe mitosi (divisione dei nuclei, senza quindi citodieresi, quindi restando una sola cellula, altro processo comune in biologia cellulare) e successivamente la fecondazione di uno spermatozoo potrebbe creare la diploidia ovviamente in uno solo dei 2 nuclei, salvo, dice sempre l'articolo, stesso caso di telitochia dell'altro nucleo di cui sopra. Nei casi di cellule binucleate con un nucleo aploide ed uno diploide ci riallacciamo al ginandromorfismo di prima.
-Forse anche il trofismo in fase di maturazione larvale (cioè la nutrizione) potrebbe contribuire alla comparsa di caratteri morfologici intermedi.
Di sicuro trattasi di aberrazioni che si possono ritenere "errori" che quindi occorrerebbero più facilmente in situazioni di anomalia. Non c'è bisogno di dirlo, lo ha già fatto anche il prof Rigato, è proprio il caso della tua colonia!
Spero di essere stato chiaro e utile
