Finalmente ho potuto caricare alcuni dei filmati più significativi dell'operazione
Raid-Polyergus.
Spero riescano a rendere sia la drammaticità degli avvenimenti, sia lo svolgersi degli eventi così come li ho potuti osservare.
Le prime immagini si riferiscono alle incursioni infruttuose della settimana precedente.
Polyergus non porta a fondo l'attacco.
Scaramucce nelle gallerie, l'esercito si raduna ma non si muove, le singole guerriere fanno strage nelle stanze, ma alla fine vengono sconfitte e uccise.
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D-Day, il Giorno del Giudizio.
Ultimo collegamento.
Come prima di ogni spedizione, si vede molto bene il tipico comportamento delle singole guerriere, che contraggono il corpo ed eseguono quella che da altri è stata definita come "danza” di guerra: sembra che le formiche usino le zampe posteriori per cospargersi dei feromoni necessari a proteggerle meglio in combattimento.
Vedete quelle singole operaie che si fermano e sembrano strofinarsi l'addome?
Questa manovra è eseguita anche prima di entrare nelle stanze del nido nemico, e a volte anche dopo essere penetrate nel nido.
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Il nido del nemico è nascosto e mascherato per la prima volta: le prime attaccanti però sembrano sapere esattamente dov'è celato e si affannano a cercare l'entrata. Scavano con frenesia e si gettano senza timore apparente nella profondità delle gallerie.
Il fatto di essere solo una decina non sembra impensierirle, o forse non possono semplicemente pensare che il nemico sia 1000 volte più numeroso.
Nelle gallerie del nido, sembra che
Formica cunicularia attenda fatalmente l'invasione: tutta la covata è stata portata prima dell'attacco sul fondo delle stanze più basse: la popolazione è ammassata in pochissimo spazio, lasciando vuote gran parte delle stanze superiori.
Le amazzoni possono scorrazzare senza incontrare molta resistenza e raggiungere comunque il bottino.
Qua e là ci sono delle scaramucce, ma gli scontri non sembrano sempre letali, perché
Polyergus si libera facilmente con movimenti frenetici delle assalitrici.
Ma perché le formiche nere non reagiscono?
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Scontri armati nelle stanze superiori del nido bersaglio. Alcune formiche impegnano l'invasore in combattimento, ma anche qui le amazzoni non sembrano voler uccidere il nemico, si limitano a liberarsi. Forse l'atto di uccidere avviene solo quando hanno il bottino e stanno ritirandosi, mentre dentro il nido pensano solo a conquistarlo.
La battaglia è nel pieno dello svolgimento, e il grosso delle truppe di
Polyergus è entrato in azione.
Ora però cominciano ad accumularsi i cadaveri nelle stanze del nido, non dovuti alle letali mandibole delle amazzoni, ma più probabilmente a causa dei veleni nell'aria.
Rigato mi dice che essendo più pesanti, probabilmente si accumulano in profondità determinando la morte di chi non risale velocemente in superficie. Questa è la causa principale dei morti, che in caso di un attacco lampo di pochi minuti invece sarebbero molto meno numerosi.
Polyergus rufescens arriva in forze e comincia il saccheggio del nido. L'acido formico, o forse gli altri suoi odori penetranti sembrano ormai aver sbaragliato tutte le difese. Ci sono diverse difficoltà per le ladre impegnate a fuggire col bottino: intanto la geometria dei cunicoli non sempre porta verso l'alto. Questo sembra disorientarle.
E' possibile che la struttura interna dei nidi in natura sia sempre orientata verso l'alto, io invece ho disegnato un nido dove a volte le gallerie scendono e risalgono creando sifoni. Questo rende la ritirata più difficile perché meno logica per le formiche.
Le amazzoni si ritirano, ma le numerose tracce odorose in una arena così piccola le mandano in confusione, fino a che non trovano l'entrata del tubo di collegamento, girano a vuoto. Sembra che vadano a testa bassa, non possono tornare in linea retta al proprio formicaio e questo le disorienta ulteriormente.
Il bottino sottratto è abbondante ma non troppo, dopotutto l'esercito è di non più di 300 elementi... Eppure la razzia proseguirà per ore, forse alcune amazzoni ripeteranno le incursioni più volte.
Sarò io a interrompere i collegamenti, e a recuperare le ultime ladre che escono dal nido.
Fatto curioso, alcune
Polyergus resteranno nella colonia invasa. Si sono perse? Di fatto
Formica cunicularia non attaccherà e ucciderà queste formiche una volta terminata la razzia. E a distanza di giorni ci sono almeno una ventina di amazzoni che passeggiano con
cunicularia e svolgeranno gli stessi compiti che possono fare nel nido-madre.
Le ho osservate ad esempio spostare la covata, o leccare le operaie appena sfarfallate.
La domanda è: hanno preso l'odore del nido, o sono le serviformica ad essere state soggiogate dagli odori di
Polyergus?
Le mie considerazioni sono che questa specie necessita davvero di ampi spazi per essere gestita come in natura.
Per questo motivo aggiornerò appena possibile la scheda di allevamento, rapportandone l'allevamento a difficoltà pari alla
Formica rufa o altre specie complesse che non è possibile mantenere con mezzi normali.
Con Luca Bosetti ne avevamo già parlato: ha un senso tenere in allevamento una formica che deve continuamente essere foraggiata di bozzoli, e sempre in maggior quantità per sopravvivere?
Fuori dall'ambito puro dello studio etologico, comporta problematiche che non si possono gestire facilmente, né con particolare soddisfazione da parte dell'allevatore. Come tenere una Ferrari nel garage e non poterla mai far correre, ma costretti farle il pieno ogni mese.
Dal punto di vista della curiosità, le colonie miste schiave-schiaviste, possono essere interessanti da mostrare nei musei o nelle esposizioni. Sto pensando al nostro Luca che da sempre sogna un'aula didattica che mostri le specie autoctone e le loro capacità di interazione... E questo avrebbe un senso.
Ma dal punto di vista del forum, le sconsiglierò a chiunque voglia intraprendere il loro allevamento a meno che non sia per particolari motivi di studio.
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