si Luca, capisco cosa intendi, a mio parere studiare gli scacchi assomiglia tantissimo all'imparare una lingua straniera, o un linguaggio di programmazione... gli scacchi sono un linguaggio, una conversazione a tutti gli effetti... il principale problema nell'avvicinarsi allo studio degli scacchi è proprio imparare questa "lingua"!
Ecco ad esempio la
partita immortale:
(Anderssen-Kieseritzky - Gambetto di re - 1851)
1.e4 e5 2.f4 exf4 3.Ac4 Dh4 4.Rf1 b5 5.Axb5 Cf6 6.Cf3 Dh6 7.d3
Ch5 8.Ch4 Dg5 9.Cf5 c6 10.Tg1 cxb5 11.g4 Cf6 12.h4 Dg6 13.h5 Dg5 14.Df3 Cg8 15.Axf4 Df6 16.Cc3 Ac5 17.Cd5 Dxb2 18.Ad6 Dxa1 19.Re2 Axg1 20.e5 Ca6 21.Cxg7 Rd8 22.Df6 Cxf6 23.Ae7++ 1-0
Per chi sa "leggere" e interpretare i movimenti di questa partita, (gli spettacolari sacrifici e i tranelli), questi astrusi "numeri e lettere" suonano come una poesia
Io ho imparato a leggere le mosse quando ero molto piccola e non me lo sono più scordato (tipo andare in bicicletta), ma posso immaginare che doverle imparare da zero, con un cervello da adulto e non da bambino/ragazzo, sia soporifero...
E comunque non sono ancora in grado di capire la partita senza avere la scacchiera davanti... mentre invece i veri scacchisti possono giocare anche senza scacchiera, la scacchiera ce l'hanno marchiata a fuoco nel cervello, gli dici le mosse a voce (1 e4 e5, 2 f4 e per f4, 3 Alfiere c4 Donna h4) e "vedono" tutti i pezzi come su uno schermo mentale...
Io per capire le partite mi aiuto con i programmi di visualizzazione: inserisci le mosse e il programma te le anima automaticamente, aiutandoti a vedere la partita sulla scacchiera.
Ecco la "partita immortale" del 1851 animata:
(immagine pesante, attendere caricamento...)
