Allora, anzitutto sicuramente il numero di specie che hai nel tuo terreno è una minima parte del numero di specie presenti in Italia (lo hanno quindi colonizzato quelle più adattate a vivere nella tua zona).
L'ecologia di un luogo è come una sorta di ragnatela, dove tirando un filo da una parte ottieni tantissime ripercussioni su tutti i lati e fili della tela.
Esistono, quindi, centinaia di fattori che influiscono sull' "equilibrio" di un pezzo di terra (equilibrio dinamico, poichè spesso soggetto a mutamenti ciclici...a volte anche di decine di anni o secoli).
Alcuni fattori che possono influire sulle colonie sono:
- Morte naturale della regina;
- Morte della regina per incidenti vari;
- Morte della regina per predazione;
- Morte di regina per scontri con altre colonie;
- Morte operaie (poche o molte) per predazione;
- Morte di operaie per scontri con altre colonie;
- Morte della colonia in seguito ad eventi climatici;
- Morte della colonia in seguito a malattie/parassitosi;
Già questi da soli sono più che sufficienti a spiegare il perchè, in una certa area, si creino costantemente nicchie in cui nuove regine riescono a fondare.
Oltre a ciò, ci sono altri fattori da tenere presenti, come:
- Spostamenti delle colonie in seguito a modificazioni naturali o artificiali dell'ambiente intorno al formicaio;
- Spostamenti della colonia in seguito a carenza di cibo;
- Spostamenti della colonia in seguito a pressione da parte di altri animali;
Tutti questi fattori sono costantemente in gioco in ogni pezzo di terra...e sono più che sufficienti perchè si creino e mantengano equilibri (più o meno duraturi) che consentano a diverse specie di formiche di colonizzare un'area. Consideriamo poi che di 200 regine che sciamano si e no arriveranno a fondare 5 regine...quindi, ogni anno, l'apporto di nuove colonie è molto basso e le regine che riescono a fondare sono quelle che per puro caso si sono trovate ad occupare un "buco" lasciato vuoto da un'altra formica. Quindi c'è semplicemente un ricambio costante e al massimo si assistono a lente fluttuazioni tra le varie specie. Molte volte alcune specie dominano per decenni per poi essere lentamente sostituite da altre...che a loro volta verranno poi sostituite, dopo decenni, da altre ancora...per poi, magari, tornare dopo secoli le prime.
Infine c'è da tenere presente anche i diversi habitat. Specie arboricole e terricole possono tranquillamente coesistere in una stessa area, come specie mietitrici e carnivore...o come parassite e specie ospiti.
In un nido di
Formica cunicularia in oasi, ho trovato soldati
Polyergus rufescens (quindi la loro regina era stata uccisa) e sulla superficie del loro formicaio c'era un formicaio di
Tetramorium sp. e uno di
Solenopsis fugax. 4 specie che praticamente vivevano attaccate le une alle altre.
Insomma, in realtà ci sono sempre cambiamenti ma questi passano inosservati. Ad esempio alcune regine che hanno sciamato quest'anno ci impiegheranno 5-6 anni per raggiungere le 200 operaie (ricordiamo che i tempi di sviluppo delle colonie in natura sono decisamente più lenti rispetto a quelle che cresciamo in cattività, a causa della minore alimentazione)...e in questi 5-6 anni diverse colonie che oggi ci sono, verranno rimpiazzate.
In oasi da me dall'anno scorso ho tenuto d'occhio un tronco caduto che l'annos corso era stato occupato da una colonia di
Camponotus vagus. Bene, in un anno e mezzo ho osservato 3 colonie diverse che, a rotazione, hanno colonizzato quel tronco.
Solitamente questo equilibrio è minacciato soprattutto dall'inserimento di specie aliene e/o da forti perturbazioni antropiche.
Riguardo alla questione climatica, sono parecchi anni che si parla di desertificazione delle nostre aree. In teoria le aree desertiche si stanno spostando, seguendo, molto probabilmente, la famosa inversione polare terrestre. C'è da considerare anche l'influenza di fenomeni ciclici come La Niña o le correnti oceaniche. Al riguardo, però, lascia la parola a chi è più esperto di me di eventi climatici...ma dobbiamo considerare che il fatto che ci siano diverse annate più calde e secche, non è un indice di desertificazione. Ad esempio quest'anno, se non ricordo male, in puglia si è riscontrato un aumento di piovosità di quasi il 70%...e in italia in generale, si parla di un 19-20% di precipitazioni in meno rispetto allo scorso anno. Dati che credo siano del tutto insignificanti per le formiche...che hanno range di tolleranza parecchio alti.
Chiaramente, se dovessimo arrivare a livelli di siccità come l'Africa, allora diremmo addio alle specie come
Myrmica rubra che amano ambienti umidi...e ci troveremmo invasi da specie come
Pheidole pallidula.
